Controcorrente – i mondi sottili

L’ultima puntata di CONTROCORRENTE prima della pausa Natalizia, ha come ospite Njadyr, amica, studiosa di esoterismo occidentale e fondatrice del salotto esoterico Madame Mabel.

Njadyr ci accompagna nell’esplorazione dei “mondi sottili”, tema della conversazione della serata.

Perché sono un coach?

Per me è importante raccontarti per quale motivo ho scelto di essere un coach. È importante perché spiegare il Senso profondo di quello che faccio rappresenta l’essenza stessa del coaching, attraverso ciò che significa per me e ciò che posso e intendo realizzare tramite questo strumento.

Dunque, dicevamo… Perché sono un coach? Per passione. E per me passione significa coerenza fra chi sono e quello che faccio. Significa convergenza fra talento, realizzazione, utilità e appagamento. Significa espressione delle mie attitudini attraverso azioni concrete per consentire agli altri ed a me stesso di vivere la vita pienamente.

Quanto ho appena condiviso, si collega alla ragione per cui lo faccio, quello che i professionisti della comunicazione definiscono vision. E la mia vision, ovvero l’intento della mia vita, è quello di contribuire alla realizzazione di una società rispettosa delle libertà personali, che valorizza le peculiarità individuali e che promuove l’evoluzione dell’essere umano. Potrebbe apparire un obiettivo ambizioso, e forse lo è, ma che senso avrebbe avere una visione della vita edulcorata, invece di renderla coerente con l’autenticità della propria natura?

Da questo intento scaturisce il mio impegno, quello che i professionisti a cui ho accennato prima definiscono mission. L’impegno di essere un alleato discreto ed affidabile nel supportare le persone ad esprimere i propri valori e le proprie attitudini per affermare se stesse..

Ed il senso di questo mio impegno sentito, autentico e profondo, affonda le radici in una motivazione per me molto chiara e precisa: chi riacquista la fiducia in se stesso, innesca un dialogo intimo e personale che fa crescere la consapevolezza, mezzo per ritrovare l’armonia che conduce all’equilibrio, dal quale scaturisce un rinnovato stimolo per confidare nelle proprie risorse.
E allora si può riprendere fra le mani il timone della propria vita, per concedersi il diritto di scegliere, da cui deriva appagamento. Un ciclo virtuoso sostenuto da un’evoluzione progressiva che genera serenità, dove l’essenziale è Essere e non dover essere. Questo distacco dalla pressione che proviene dall’esterno, compensata dalla forza che si genera dall’interno, manifesta la libertà individuale. E le persone libere contribuiscono alla realizzazione di una società rispettosa delle libertà personali, che valorizza le peculiarità individuali e che promuove l’evoluzione dell’essere umano.

Se ti interessa approfondire l’argomento, puoi scrivermi a coaching@fabriziodepaoli.com e ti risponderò con piacere!

Oppure puoi trovare un po’ di informazioni sul mio blog, sul mio sito e sulla mia pagina Facebook.

Se invece ti interessa avviare un percorso di coaching, puoi inviarmi senza impegno il form compilato e ti ricontatterò al più presto!

Inoltre, se vuoi comprendere meglio cosa sia il coaching, come funzioni e se possa fare al caso tuo, ho pubblicato una breve guida pratica intitolata Come funziona il coaching e quando può essere utile, diponibile in versione cartacea e e-book.

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Controcorrente – come nel grande, così nel piccolo: esseri umani, virus e batteri

Nel corso della sesta puntata di CONTROCORRENTE accogliamo Roberto Capone, amico ed esperto di diagnostica di laboratorio e di nutrizione orientate alla medicina funzionale.

Insieme a Roberto esploriamo gli aspetti che rendono affini biologia, microbiologia, sociologia e filosofia in un viaggio per cogliere nuove prospettive, attraverso il punto di vista evocato nella tavola smeraldina “ciò che è in basso è come ciò che è in alto e ciò che è in alto è come ciò che è in basso”.

I messaggi delle emozioni

Lo sai che le emozioni ci parlano?
E comunicano con noi attraverso le sensazioni che provocano nel corpo!
Le emozioni, infatti, non sono soltanto stati emotivi che raccontano qualcosa DI noi, ma strumenti che raccontano qualcosa A noi.

Le sensazioni che scaturiscono dalle emozioni, ci offrono informazioni aggiuntive a quelle che la mente ci propone e ci consentono di ampliare la consapevolezza di noi stessi.

Cogliere cosa proviamo, ci permette di accedere ad una fase di esplorazione che ci mette in contatto con ciò che sentiamo ed il sentire va ad aggiungersi al vedere e udire, consentendoci di comprendere noi stessi in maniera più ampia.

Ampliare la consapevolezza di sé, ci mette nella condizione di capire meglio il nostro modo di funzionare e questa opportunità riduce le insicurezze che derivano da aspetti di noi che non conosciamo, per trasformarle in punti di forza sostenuti da aspetti conosciuti.

Una tecnica molto efficace che agevola l’ascolto di sé è il Focusing.
Consiste in:

  1. porsi in uno stato di ascolto (silenzio, tranquillità, comodità)
  2. sentire nel corpo la sensazione generata dall’emozione, limitandosi all’aspetto fisico
  3. associare la sensazione ad un simbolo.
    Questo simbolo diventa uno strumento per consentire alla mente di cogliere il messaggio del corpo

Se ti interessa approfondire l’argomento o se vuoi contattarmi, puoi scrivermi a ipsonautica@fabriziodepaoli.com

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Controcorrente – la voce dei sogni

Giunti alla quinta puntata di CONTROCORRENTE ospitiamo Barbara Sapuppo, amica e onirologa. Barbara nasce a Roma e cresce accanto alla nonna paterna che le trasmette la passione per i sogni e l’approccio psicologico alla scoperta di essi. Una passione che cresce, sfociando nella creazione di un gruppo di lavoro per la loro interpretazione. Attualmente vive e lavora a Ginevra.

Con Barbara, ci poniamo in ascolto della “voce dei sogni”.

7 modi per sostenere professionisti e piccole aziende

Come possiamo sostenere liberi professionisti e piccole aziende in questo periodo particolare A COSTO ZERO?

L’abbiamo riassunto in questo video ed auspichiamo che tu ne condivida i valori insieme a noi, grazie!

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Controcorrente – il viaggio dell’eroe

La quarta puntata di CONTROCORRENTE ha come ospite Fiorella Sina, amica e communication manager con cui condivido alcuni progetti professionali. Fiorella lavora nel campo della comunicazione digitale, elabora nuove idee e viaggi interiori, sognatrice ed esperta di musica barocca.

Insieme a Fiorella, andiamo alla scoperta dall’archetipo del viaggio dell’eroe.

Confusione

Una nuova situazione, vecchia come il mondo. Una nuova condizione che ha le caratteristiche di fenomeni di massa che hanno origine dalla notte dei tempi.
Ciò che stiamo vivendo oggi, sono eventi che hanno dovuto affrontare coloro che ci hanno preceduto, con variabili talvolta differenti.
È sempre la stessa dinamica reiterata all’infinito.

Siamo immersi in un oceano di confusione che genera uno stato di smarrimento, per ragioni diverse, ma con effetti analoghi.
Vi sono decisioni e contrasti, direttive e proteste, confronti e scontri apparentemente a causa di prospettive differenti, ma originate da lacune e carenza di chiarezza.
Perché i fatti sono annegati nella superficialità, le risposte nell’approssimazione, le scelte nell’imposizione.
Ed il ruolo essenziale ed imprescindibile di chi ha la responsabilità di scelte e decisioni è quello di spiegare in modo chiaro e semplice, rispondere ampiamente ed esaustivamente, prendere posizioni nei confronti di prospettive differenti per dirimere contrasti e favorire il dialogo.
Ancora una volta, invece, ci troviamo dinnanzi a chi non fornisce risposte, a chi fonda sulla vaghezza le strategie, a chi non propone il confronto come alternativa allo scontro.

E dunque diventa essenziale, urgente e prioritario trovare la risposta a poche e semplici domande: perché chi guida le nazioni non comunica con chiarezza e con una sola voce? Perché non forniscono elementi univoci ed oggettivi a supporto delle argomentazioni? Perché non rispondono al bisogno di chiarezza con precisione ed esaustività? Perché non reagiscono all’esigenza di trasparenza con atti di dovuta ed etica responsabilità? Perché non creano un terreno comune di dialogo e di confronto, dove ciascuno possa esprimere liberamente il proprio pensiero?

E se fino ad oggi queste domande non hanno trovato risposta è perché o non sanno cosa rispondere o non vogliano farlo. In entrambi i casi, lo scenario è terrificante, ma se non altro un po’ meno confuso.

È giunto il momento di esigere un’assunzione di responsabilità da parte di chi è stato investito di questo ruolo, ma questa assunzione di responsabilità deve iniziare da noi stessi: perché ce lo dobbiamo e perché ce lo devono.

Le guerre, le malattie, la povertà, il sopruso, le violazioni sono mali che ci affliggono da sempre, ma l’origine di tutto questo dolore va al di là dei fatti contingenti e affonda le proprie radici nella carenza di unità, di onestà, di giustizia e di libertà.