I messaggi delle emozioni

Lo sai che le emozioni ci parlano?
E comunicano con noi attraverso le sensazioni che provocano nel corpo!
Le emozioni, infatti, non sono soltanto stati emotivi che raccontano qualcosa DI noi, ma strumenti che raccontano qualcosa A noi.

Le sensazioni che scaturiscono dalle emozioni, ci offrono informazioni aggiuntive a quelle che la mente ci propone e ci consentono di ampliare la consapevolezza di noi stessi.

Cogliere cosa proviamo, ci permette di accedere ad una fase di esplorazione che ci mette in contatto con ciò che sentiamo ed il sentire va ad aggiungersi al vedere e udire, consentendoci di comprendere noi stessi in maniera più ampia.

Ampliare la consapevolezza di sé, ci mette nella condizione di capire meglio il nostro modo di funzionare e questa opportunità riduce le insicurezze che derivano da aspetti di noi che non conosciamo, per trasformarle in punti di forza sostenuti da aspetti conosciuti.

Una tecnica molto efficace che agevola l’ascolto di sé è il Focusing.
Consiste in:

  1. porsi in uno stato di ascolto (silenzio, tranquillità, comodità)
  2. sentire nel corpo la sensazione generata dall’emozione, limitandosi all’aspetto fisico
  3. associare la sensazione ad un simbolo.
    Questo simbolo diventa uno strumento per consentire alla mente di cogliere il messaggio del corpo

Se ti interessa approfondire l’argomento o se vuoi contattarmi, puoi scrivermi a ipsonautica@fabriziodepaoli.com

Se invece tia va di seguirmi sui social…

Facebook
Instagram
YouTube
Telegram

Controcorrente – la voce dei sogni

Giunti alla quinta puntata di CONTROCORRENTE ospitiamo Barbara Sapuppo, amica e onirologa. Barbara nasce a Roma e cresce accanto alla nonna paterna che le trasmette la passione per i sogni e l’approccio psicologico alla scoperta di essi. Una passione che cresce, sfociando nella creazione di un gruppo di lavoro per la loro interpretazione. Attualmente vive e lavora a Ginevra.

Con Barbara, ci poniamo in ascolto della “voce dei sogni”.

7 modi per sostenere professionisti e piccole aziende

Come possiamo sostenere liberi professionisti e piccole aziende in questo periodo particolare A COSTO ZERO?

L’abbiamo riassunto in questo video ed auspichiamo che tu ne condivida i valori insieme a noi, grazie!

www.fabriziodepaoli.com

www.neamesa.it

www.timeandtraining.it

Controcorrente – il viaggio dell’eroe

La quarta puntata di CONTROCORRENTE ha come ospite Fiorella Sina, amica e communication manager con cui condivido alcuni progetti professionali. Fiorella lavora nel campo della comunicazione digitale, elabora nuove idee e viaggi interiori, sognatrice ed esperta di musica barocca.

Insieme a Fiorella, andiamo alla scoperta dall’archetipo del viaggio dell’eroe.

Confusione

Una nuova situazione, vecchia come il mondo. Una nuova condizione che ha le caratteristiche di fenomeni di massa che hanno origine dalla notte dei tempi.
Ciò che stiamo vivendo oggi, sono eventi che hanno dovuto affrontare coloro che ci hanno preceduto, con variabili talvolta differenti.
È sempre la stessa dinamica reiterata all’infinito.

Siamo immersi in un oceano di confusione che genera uno stato di smarrimento, per ragioni diverse, ma con effetti analoghi.
Vi sono decisioni e contrasti, direttive e proteste, confronti e scontri apparentemente a causa di prospettive differenti, ma originate da lacune e carenza di chiarezza.
Perché i fatti sono annegati nella superficialità, le risposte nell’approssimazione, le scelte nell’imposizione.
Ed il ruolo essenziale ed imprescindibile di chi ha la responsabilità di scelte e decisioni è quello di spiegare in modo chiaro e semplice, rispondere ampiamente ed esaustivamente, prendere posizioni nei confronti di prospettive differenti per dirimere contrasti e favorire il dialogo.
Ancora una volta, invece, ci troviamo dinnanzi a chi non fornisce risposte, a chi fonda sulla vaghezza le strategie, a chi non propone il confronto come alternativa allo scontro.

E dunque diventa essenziale, urgente e prioritario trovare la risposta a poche e semplici domande: perché chi guida le nazioni non comunica con chiarezza e con una sola voce? Perché non forniscono elementi univoci ed oggettivi a supporto delle argomentazioni? Perché non rispondono al bisogno di chiarezza con precisione ed esaustività? Perché non reagiscono all’esigenza di trasparenza con atti di dovuta ed etica responsabilità? Perché non creano un terreno comune di dialogo e di confronto, dove ciascuno possa esprimere liberamente il proprio pensiero?

E se fino ad oggi queste domande non hanno trovato risposta è perché o non sanno cosa rispondere o non vogliano farlo. In entrambi i casi, lo scenario è terrificante, ma se non altro un po’ meno confuso.

È giunto il momento di esigere un’assunzione di responsabilità da parte di chi è stato investito di questo ruolo, ma questa assunzione di responsabilità deve iniziare da noi stessi: perché ce lo dobbiamo e perché ce lo devono.

Le guerre, le malattie, la povertà, il sopruso, le violazioni sono mali che ci affliggono da sempre, ma l’origine di tutto questo dolore va al di là dei fatti contingenti e affonda le proprie radici nella carenza di unità, di onestà, di giustizia e di libertà.

Controcorrente – la disobbedienza

Nel corso della terza puntata di CONTROCORRENTE accogliamo l’amica e collega Elena Ceretti, coach, formatrice e fondatrice di Time&Training, già nostra ospite nel corso della precedente stagione.

Conversiamo con Elena, traendo spunto dal libro di Igor Sibaldi intitolato “La disobbedienza”.

Tutelare la salute

Tutelare la salute. Sacrosanto e dovuto.
Perché una società evoluta che aspira ad essere sana, dovrebbe avere come priorità il benessere dell’essere umano.


E quindi, al di là di tutte le polemiche, questa tutela dovrebbe essere garantita a tutti, rammentando che la buona salute è la risultante di un lavoro accessibile, di un sistema sociale etico, di una libertà autentica, di una cultura dell’onestà e del rispetto per la dignità umana, oltre che la cura delle manifestazioni della malattia.

Controcorrente – ascoltare oltre le parole

La seconda puntata di questo nuovo ciclo, la prima con un ospite e sempre CONTROCORRENTE, per risalire il flusso verso la sorgente, per esplorare al di là delle convenzioni, per essere se stessi oltre le aspettative sociali.

Nel corso di questo appuntamento, conversiamo con l’amico, coach e biocostellatore Vittorio Balbi sul tema “ascoltare oltre le parole”.

Tante sono le cose che possiamo ascoltare intorno e dentro di noi, messaggi che vanno oltre le parole e giungono a noi tramite gesti, simboli, sensazioni, emozioni e segnali che provengono da ciò che ci circonda e dal nostro corpo.

Così lontano, così vicino: Coaching e Mentoring.

Molti aspetti accomunano queste due discipline. Entrambe costituiscono un supporto per aiutare, sostenere ed accompagnare chi intenda dirigersi e raggiungere i propri obiettivi. Entrambe si basano sull’ascolto autentico, privo di giudizio ed empatico del cliente. Entrambe prevedono un percorso di formazione e pratica necessaria a garantire l’adeguatezza della professionalità richiesta.

Cio che le differenzia è il coinvolgimento rispetto ai contenuti.

Il mentor partecipa attivamente all’eleborazione dei contenuti, contribuendo con la propria esperienza e condividendo tecniche, competenze e metodi atti a fornire al cliente gli strumenti necessari per raggiungere i propri intenti.

Il coach è garante del processo che conduce il cliente a trovare in sé le proprie risorse per il raggiungimento dell’obiettivo prefissato e si astiene dal contribuire ai contenuti, evitando di proporre suggerimenti, aree specifiche di approfondimento e tantomeno soluzioni basate su situazioni analoghe.

Il coach, con il proprio approccio di “non conoscenza” delle tematiche in oggetto, offre un approccio neutrale, lasciando al cliente un ampio spazio di esplorazione per ottenere i propri risultati, in base alle proprie intenzioni, alle proprie competenze, alle proprie risorse, alle proprie potenzialità.

Talvolta, se richiesto dal cliente, il coach può assumere la funzione di mentor, qualora ne abbia le competenze, per contribuire con la propria esperienza ad un tema specifico, ma chiarendo inequivocabilmente con il cliente che si tratta di una “parentesi” rispetto al percorso di coaching ed è da ritenersi una deviazione circoscritta per fornire il supporto richiesto. Se l’esigenza di mentoring dovesse essere più ampia, sarebbe necessario rivedere la relazione di coaching, separando con chiarezza i due percorsi, dedicando un percorso di mentoring specifico alle necessità (qualora il coach avesse anche tali competenze professionali) oppure coinvolgendo un altro professionista che possa supportare il cliente.

Ciò che è comunque essenziale da parte del professionista, coach o mentor che sia, è l’assoluta chiarezza riguardo alla funzione ed alle peculiarità di ciascun percorso, affinché il cliente possa operare una scelta che corrisponda alle proprie esigenze. Ed è altresì fondamentale rammentare che non si tratta di un confronto qualitativo, bensì di opportunità, ovverosia non si tratta di scegliere una professionalità migliore o più utile dell’altra, bensi quella più adatta a rispondere alle esigenze della situazione specifica.

Traducendo questa riflessione con una metafora, il coach è un compagno di viaggio esperto di escursionismo che accompagna il cliente a percorrere il sentiero che ha scelto di affrontare, il mentor è una guida esperta per un sentiero specifico che suggerisce al cliente il miglior modo di percorrerlo in base alla propria esperienza.

Per informazioni sul coaching, scrivimi a info@fabriziodepaoli.com e ti ricontatterò con piacere, oppure puoi scorrere le pagine del mio libro Come funziona il coaching e quando può essere utile, che ti offrirà la possibilità di esplorare il metodo con un approccio semplice, diretto e con l’ausilio di esempi pratici tratti da casi reali.