Qualcosa di noi – il dubbio

Giunti alla sesta puntata, conversiamo insieme a Michele Leone sul tema del dubbio.

Michele è laureato in Filosofia e studia Antropologia. Tra le sue passioni vi sono: il rapporto dell’uomo con il sacro, le Società Segrete, l’esoterismo, i Misteri, la Magia, l’enogastronomia e molto altro ancora.
Il suo intento di divulgare riguardo ai succitati temi, avviene attraverso numerosi libri pubblicati, conferenze, il suo sito, una Pagina Facebook ed una Pagina Patreon.

Qualcosa di noi – passato e futuro

“Qualcosa di noi” questa volta si arricchisce della partecipazione del duo Jazz Amore.

Eleonora Catalano (chitarra e voce) e Rossella Fanelli (voce e kazoo), artiste italiane residenti a Sidney che propongono un repertorio musicale italiano anni ’50, ’60 e ’70, sono mie ospiti per conversare sul tema della trasmissione: PASSATO e FUTURO.

Storie di coaching – “Più tempo”

“Ho valutato un po’ l’approccio del coaching e ritengo possa essere il supporto che mi serve per la mia esigenza: trovare più tempo per me stessa. Quando hai tempo per qualche sessione?”

L’incontro con Anna, professionista freelance che aveva approfondito in maniera autonoma il processo di coaching esplorandone consapevolmente le opportunità, si avviò con la condivisione dell’esigenza di avere tempo da dedicare ai suoi interessi.

Le esplorazioni iniziali permisero di focalizzare meglio il suo obiettivo: “voglio gestire il mio tempo in modo più efficace, per non perdere momenti preziosi che potrei dedicare alle mie passioni”.

Quindi, dopo l’esplorazione su quale fosse la sua definizione di efficace e di momenti preziosi, ci avviammo verso l’approfondimento di tale obiettivo e come poterlo realizzare. Ciò che emerse dalle sessioni successive è una variazione progressiva, anche se parziale, dell’obiettivo, il che mi suggerì di esplorare ulteriormente e più in profondità le sue intenzioni e la sua volontà.

Emersero due elementi principali da parte mia: la necessità di sottolineare nuovamente il valore della definizione, della scelta e del mantenimento dell’obiettivo ed anche rammentare l’importanza dell’autonomia del coachee durante e soprattutto al termine di un percorso di coaching.

Evidenziai i succitati aspetti principalmente per un motivo: l’impulso che aveva spinto Anna ad avviare un percorso di coaching sembrava essere in realtà la necessità di essere ascoltata, che di per sé non è avulsa dai principi del coaching, ma non essendone l’intento precipuo, avrebbe potuto innescare una dipendenza nei confronti della relazione di coaching, che è agli antipodi del metodo stesso.

Pertanto, onde evitare questa eventualità, fu essenziale rammentarle il mio obiettivo di renderla consapevole, motivata ed autonoma al più presto nel perseguimento del suo obiettivo. Tale chiarimento permise di riportare la conversazione nel contesto opportuno e consentì ad Anna di raggiungere e mantenere i suoi propositi con soddisfazione.

Ho sentito recentemente Anna, che ha inegrato l’approccio del coaching nella sua vita privata, agendo anche da coach per se stessa in alcuni casi. È appagata per la riconquistata autonomia e continua a lavorare per preservare il tempo di valore da dedicare a ciò che per lei è importante.

Questa storia di coaching è tratta dal mio libro Come funziona il coaching e quando può essere utile, che ti offrirà la possibilità di esplorare il metodo con un approccio semplice, diretto e con l’ausilio di ulteriori esempi pratici tratti da casi reali.

Per informazioni, scrivimi a info@fabriziodepaoli.com e ti ricontatterò con piacere.

Scrivere, la magia che ferma il tempo

Il mio rapporto con la scrittura raccoglie molte prospettive che emergono quando le parole prendono vita sul foglio. La scrittura è un viaggio, ma anche un dialogo con se stessi e con gli altri, è un’esperienza intima e profonda, ma anche uno spazio che entra nel tempo per plasmarlo.

Scrivere trasforma il tempo ed il tempo trasforma l’atto di scrivere. Scrivere apre la porta verso l’ubiquità che che mi conduce ad un altro tempo che esiste dilatato nell’istante presente. Scrivere è come lasciare una traccia del mio passaggio, per ritrovare quel tempo e quei luoghi nell’adesso. Scrivere è un atto di ascolto verso me stesso, per annotare il qui ed ora e trasportarlo verso l’eternità. Scrivere è una magia che ferma il tempo, ma che può farlo muovere ed ampliarlo e ridurlo ed anche dissolverlo.

Il tempo della scrittura è uno spazio Sacro che sublima l’atto in una condizione sospesa, ritmata solo dal respiro e dalla voce di Sé che si trasforma in parole.
Il tempo, convenzione umana che ci appare come avversario, diventa alleato quando lo accogliamo in noi stessi, facendolo scorrere al nostro ritmo, fino a fermarlo per dare spazio alla nostra identità.

Scrivendo, il tempo non è più un confine, ma una dimensione lungo la quale muoversi liberamente e decidere anche di fermarsi ed aspettare, fermarsi e contemplare, fermarsi ed ascoltare.

#lapoesiacisalverà

Qualcosa di noi – la consapevolezza

Da questo incontro, a “Qualcosa di me” si aggiunge “Qualcosa di noi”, anche se l’intento è sempre quello di esplorare, conoscersi ed ascoltarsi.

Dopo le prime puntate introduttive, nel corso delle quali mi sono raccontato, è giunto il momento di ampliare l’orizzonte, nella prospettiva della reciprocità evocata due settimane fa.

Il primo ospite è Elena Ceretti, coach, formatrice e fondatrice di Time&Training, che converserà con me sul tema della CONSAPEVOLEZZA.

Il coaching, opportunità per gestire il proprio tempo

Le sessioni di coaching, in quanto strumento per ampliare la consapevolezza di sé, possono essere anche un’opportunità per esplorare la personale prospettiva riguardo al tempo ed all’uso che intendiamo farne.

Come tutte le esplorazioni che si avventurano in profondità, il coaching ci consente di conoscere la relazione che abbiamo con il tempo e, qualora emergesse la necessità di migliorarne l’uso che ne facciamo, avremmo gli strumenti di una conoscenza consapevole a sostenerne la valorizzazione.

Il tempo, benché unità di misura variabile nel corso della nostra esistenza, costituisce una presenza costante dei nostri giorni e ciascuno ne ha una percezione differente in base a momenti, condizioni e situazioni.

Approfondire la lettura degli elementi costituitivi della nostra vita, ed il tempo è uno di essi, ci consente di porci in uno stato di conoscenza per non subire gli eventi, bensì accoglierli e gestirli attingendo alle nostre risorse personali.

A noi scegliere se fare del tempo un alleato o un avversario, ma in ogni caso prima di scendere sul campo di battaglia con o contro di esso è importante conoscere al meglio possibile ciò che rappresenta per noi.

Se ti interessa conoscere qualcosa in più riguardo al coaching, il mio libro Come funziona il coaching e quando può essere utile ti offrirà la possibilità di esplorare il metodo con un approccio semplice e diretto, con l’ausilio di esempi pratici tratti da casi reali.

Per ulteriori informazioni, scrivimi a info@fabriziodepaoli.com e ti ricontatterò con piacere.

Il coaching è per tutti, il coaching è di tutti

“Ho bisogno di rendere più efficace la mia comunicazione riguardo al coaching ed alla promozione editoriale”.

Fu questo il tema che portai ai miei colleghi in occasione delle reciproche conversazioni di coaching che condividiamo periodicamente. Nel rapporto di collaborazione fra coach professionisti, oltre al mentoring ed all’approfondimento di tematiche correlate alla metodologia, possono avere luogo sessioni per supportarsi nel raggiungimento di obiettivi personali.

La mia profonda fiducia nel processo, mi fa ricorrere al coaching ogni volta che ritengo tale metodo utile ad affrontare gli argomenti che intendo esplorare per il raggiungimento degli obiettivi che mi pongo.

E questo libro ne è la testimonianza, perché nel corso delle sessioni per la concezione e la realizzazione del piano di comunicazione, ho maturato la consapevolezza che uno dei fattori ritenuti da me essenziali per proporre un tema è quello di condividerlo ed esporlo in maniera semplice, essenziale e diretta.

Oggi stai leggendo uno degli elementi che concretizzano il piano di comunicazione definito durante il mio percorso di coaching, fatto di scoperta e di consolidamento delle motivazioni a sostegno del mio obiettivo: divulgare apprendimenti ed esperienze per contribuire alla condivisione della conoscenza, che ritengo strumento essenziale per l’evoluzione collettiva.

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Il coaching e l’arte di ascoltare senza giudicare

L’assenza di giudizio amplifica l’ascolto e favorisce l’accoglienza.
E la fiducia è il punto di avvio per un viaggio di scoperta dove tutto è possibile. Fiducia nelle potenzialità del cliente e in un processo che genera consapevolezza.

Il giudizio, generato dalla nostra prospettiva, costituisce una limitazione all’esplorazione e metterlo a tacere accogliendo un punto di vista differente, offre un’opportunità di apprendimento per entrambi gli attori della relazione di coaching.

Il giudizio non è altro che leggere una realtà differente dalla nostra, cercando di tradurla con il nostro dizionario e l’assenza di giudizio non è altro che posare quel dizionario ed ascoltare semplicemente ciò che il nostro interlocutore racconta di sé senza interpretarlo.

L’ascolto è uno strumento semplice, ma potente ed essenziale. È uno strumento per accogliere e non per spiegare ed è un’opportunità d’incontro unica ed irripetibile per vivere con autenticità ed empatia ciò che accade nel momento presente.

Qualcosa di me – la reciprocità

Eccoci arrivati al terzo incontro, in continuità con i precedenti, per raccontarci e per raccontare, per esplorare, conoscersi ed ascoltarsi.

Questa volta Elisabetta Bigo conversa con me sul tema della RECIPROCITÀ.

Con l’intento di creare un contesto favorevole ad una condivisione autentica, faccio affidamento sui tuoi interventi e sulle tue domande!